LA GUERRA DEI 3 IMPERATORI (1114-1118 a.T.)

LA GUERRA DEI 3 IMPERATORI
Cronistoria della guerra per il trono di Novaluna (1114-1118 a.T.)
a cura di Caros Silbido, Granmaestro dei Bardi di Ebiria

Per molti secoli le messi di tutto il continente sono state verdi e rigogliose, le genti felici, i popoli in pace. Gli Imperatori di Novaluna, della sacra stirpe dei Lamargentea, hanno garantito quella tranquillità di spirito ai loro abitanti, che forse perfino nei Cieli potea esser invidiata.

Eppur non vi è nulla che nasca a questo mondo che non debba morire. E perfino il tronco più forte che sorreggeva il mondo, è caduto quando alcun frutto è rimasto nei suoi rami. Parlo dello grave malanno che ha colto Cosimo Lamargentea nel 1114 a.T., l’ultimo dei Lamargentea, che ha lasciato la terra senza un suo legittimo erede.

Nessuno potea comprendere la gravità della situazione, al grande funerale svoltosi nella Capitale di Barium. Ci si aspettava qualche parente non riconosciuto, qualche figlio illegittimo di qualche pro-zio folle. Eppure niente, era l’ultimo dei Lamargentea sulla faccia di Edreia, e nessuno è riuscito a dimostrare il contrario.

Per alcuni mesi i capi delle Istituzioni e i Capogilda di Biancofiore hanno cercato di dimostrare che la Legge valeva in quanto Legge, e l’Impero avrebbe avuto presto un degno rappresentante, magari scelto sotto gli occhi degli Dei in una sfida cortese di un Gran Torneo, o chissà quale diavoleria pur di rimediare alla svelta.

Eppure no ancora. Dal regno di Ravia, un generale Lucente di nome Francis de Myrtille, si autoproclamò nuovo Imperatore, a suo dire benedetto direttamente dalla Madre Tessa.

Dopo alcune settimane il Duca di Norrenia, Edmund Sigurth, ha dato a Francis dell’impostore, poiché sarebbe stato presto suo il Trono di Barium.

La guerra pareva già alle porte, quando un terzo personaggio, un mercenario umano dell’Illiria di nome Zemra Shkatërruese, si disse portatore della volontà del nuovo Dio della Guerra, Talos, e per questo sarebbe presto sbarcato a Barium per rivendicare l’Impero che gli sarebbe spettato.

Se la situazione non fosse già complessa, Edmund Sigurth ci tenne a precisare, con un suo proclama, che il vero Dio della Guerra era il nuovo Dio Giano, di cui si proclamò fedele.

I tre candidati al Trono mandarono lettere ai più grandi regnanti delle province di Novaluna, e molti di loro fin da subito decisero di schierarsi, forse perché dappertutto nascevano chierici e messia in favore dell’uno o dell’altro presunto Imperatore, o forse perché miravano finalmente ad accrescere la propria influenza sull’Impero. 

Con Francis de Myrtille si schierarono il Regno di Aquilania, il Regno di Albione, il Regno di Caledonia, il Ducato di Nolavia e il Regno di Quurà.

Con Edmund Sigurth si schierarono il Regno di Wulfbar, il Regno Novgordiano, il Granducato di Boemia, il Regno di Tokum e perfino il Principato di Treia.

Hanno infine appoggiato Zemra Shkatërruese il Re dei Pelleverde di Zemia Zntoj, la Boemia, il Regno dei Dardani. Infine il vicino Impero di Lumitania ha deciso di donare navi e parte del suo esercito per la causa di Zemra.

Partì una guerra totale, sulle terre e sui mari, con mercenari che nacquero come fiori in primavera e le vecchie barche della Compagnia dei Mari, che per più di un secolo avevano garantito i traffici con l’esterno dell’Impero, che si tramutarono in barche mercenarie di Pirati, facendo nuove e prolifiche colonie nel Mare di Mezzo.

Durante il primo anno di  guerra i Lucenti quasi si sciolsero, cominciando quindi a seguire la fazione secondo l’appartenenza feudale, mentre Inquisitori ed Unicorni di tutto l’Impero giurano fedeltà a  Francis de Myrtille, venendo perseguitati nei territori non alleati con il generale raviano.

Il secondo anno di guerra, però si aprì con un’amara sorpresa. Proprio Francis de Myrtille, il benedetto di Tessa e maggior fautore di un proseguimento dell’Impero secondo la via seguita per più di mille anni, fu misteriosamente e crudelmente assassinato nella stanza del suo più grande castello. Fu imputato un maestro della Gilda dei Furtivi, ma ormai lo schieramento aveva perso il suo capo, e andò velocemente allo sbando, portando i vari regni annessi a chiedere la neutralità nella lotta che intanto diventava sempre più aspra tra Edmund e Zemra.

L’omicidio di Francis de Myrtille portò i Capogilda a vietare l’ingresso a Palazzo Biancofiore e alle sedi maggiori della Gilda ai gildani semplici e ai maestri, poiché gli fu ufficialmente permesso di schierarsi in guerra.

Per altri due anni la guerra imperversò su quello che per molti era già divenuto l’ex-Impero di Novaluna. Determinante però fu la battaglia delle Piane degli Acciai, svoltasi al confine tra Boemia e Wulfbar, dove il Primo Generale di Edmund Sigurth, Lion Lamagelata, vinse trascinando quindi il suo esercito in direzione della reggia di Zemra. Fu Lion in persona a sfidare Zemra ai piedi del castello di Tirona, e a tagliarli dopo la testa.

Edmund Sigurth potè quindi muoversi a Barium e sedersi sul trono da Imperatore. Egli disse comunque che gli mancava solo la Spada di Novaluna per governare sereno in nome di Giano, e a portargliela sarebbe stato proprio Lion.