ISLA

dei - Isla

Tratto da “Viaggio dal buio alla luce” di Diodoro Lucano noto come “Magister Vermiglio”

“…e ora il suo corpo era per terra, scaraventato da una forza quasi divina. Una spallata di una creatura il doppio più grande e almeno cinque volte più forte di lui.
Le urla si mischiavano alle grida di esaltazione e giubilo del resto dei pelleverde. I Manonera del Gargano erano in fermento mentre Urgh, il loro mastodontico capo caricava nuovamente il  colpo. Un unico movimento di quella scure, alta quanto un umano e pesante come un nano sarebbe bastato a troncare un ulivo di netto. Figuriamoci l’esile corpo di un cantastorie che aveva chiesto troppo al proprio destino. Su di lui, il corpo della sacerdotessa Shairin riposava con la testa mozzata dal precedente colpo di quell’ascia bipenne impugnata da quelle braccia grosse quanto la coscia di un boscaiolo. Le urla del bardo, erano inudibili in quel momento di buio e freddo, persino dalle proprie orecchie.
Eppure qualcosa sopra quel massacro cominciò a brillare, dapprima lentamente, come un insetto notturno, poi sempre più forte. Donando calore e speranza al cantore, materializzandosi in una mano, quale simbolo di una fenice.
Qualcuno ascoltò quelle urla di disperazione e si propose allo spirito che ancora per poco animava il corpo inerme e angosciato. Così Diodoro chiamò per la prima volta il nome della Signora di Fiamma. “Isla, riscaldami. Qui c’è troppo freddo.”

DESCRIZIONE

La Dea Fenice non è mai stata venerata sul Tacco prima del 1116. Essa è una delle Dee principali di Albione (odierna Inghilterra) dove è conosciuta come Islander, e pare sia giunta nel Granducato per far risorgere la speranza tra le genti sofferenti che lo popolano.

Sono pochissimi gli illuminati di Isla sul Tacco (nuovi Pg fedeli, chierici o paladini di Isla sono accettati solo con approvazione masteriale). Chi fa parte del Rito dei Principi, inoltre, potrebbe inizialmente confondere lo Spirito Fenice del Tacco con la nuova Divinità, che però ha poco a che fare con il Rito e lo Spirito manifestato.

Nella guerra tra Principi, infatti, Isla ha già seguito Sastria nella benedizione di Loghain e delle sue schiere, opponendosi alla antica Dea della Cura Tara, a lei molto vicina per i Domini di Cura, ma con la quale diverge per storia e per approccio alla Vita: laddove per Tara è unica e da preservare nel nome della Bontà, per Isla coincide con il concetto di Integrità e nel nome della Gioia.

IL TASSELLO DI ISLA

Nel Libro della III Era si è manifestata la proposta di Isla, che qui riportiamo:

La Dea Fenice, venuta da lontano, s’inginocchia allo Spirito, a lei così vicino, a lei così distante.
Che la Luce porti rinascita, che nel viaggio sia avventura, che la parola di Isla sia fuoco e speranza. per le genti del Tacco.

EPITETI

Fuoco della Rinascita – Fiamma Eterna – Dea della Gioia

SIMBOLOGIA

Fenice

DOMINI

  • Luce

“Isla ricaccia le Ombre, Isla condanna il buio”. La divinità è essa stessa Luce per il cammino del fedele. Chi ha Isla al proprio fianco non cadrà nel peccato, non sporcherà la propria anima. Dal Sole che illumina tutto il creato, come da un grande fuoco nella notte, Isla irradia la propria benedizione, Isla concede il suo calore, Isla propone la sua rinascita.

  • Viaggio

“Sulle ali della Gioia viaggi chi crede nella Fenice”. Il cuore del fedele di Isla trova coraggio e purificazione nel viaggio, nella scoperta di nuovi mondi e nuove genti, nell’avventura scorta ad ogni passo nel nome dell’avventura stessa. Nello scambio di conoscenza si onora la volontà della Dea, nella chiusura ed immobilità si offende la sua gloria. “Il Premio sia l’Ambasciata, la Condanna grave sia l’Isolamento, la Purificazione del peccatore sia l’Esilio”.

  • Rinascita

“Non puoi distruggere ciò che rinasce dalle sue ceneri”. Ciò che nasce deve morire, ma ogni fine può essere un nuovo inizio più luminoso. Isla pretende che una fase negativa della propria vita sia portata a suo compimento, affinché da essa il fedele possa rinascere più forte di prima, imparando dai propri errori e riscoprendo la forza e la gioia della vita. “Il Fuoco interno sarà spento del tutto, per lasciare spazio ad un fuoco più grande ed importante, nuovo e potente quanto quello della Rinascita, quanto quello della Fenice”.