
ORDINE DEI CAVALIERI CORSARI DEL KRAKEN
SIMBOLO
Kraken emergente dai flutti su campo azzurro, con i tentacoli.
COLORI
Azzurro abissale, nero e oro.
MISSIONE (conosciuta da tutti i PG)
L’Ordine dei Cavalieri del Kraken è un ordine cavalleresco imperiale con mandato navale e militare, istituito per volontà della Corona allo scopo di presidiare le rotte marittime del Granducato del Tacco e di proteggere i commerci e i confini costieri di Elavistol da minacce straniere, incursioni piratesche e ogni forza ostile che agisca per mare.
I suoi membri sono cavalieri a pieno titolo, vincolati al Codice del Sole e al Codice Cavalleresco. Operano in mare e nei porti, esercitando funzioni di pattugliamento armato, scorta mercantile, difesa costiera e — su mandato imperiale diretto — operazioni offensive contro nemici della Corona in acque aperte.
Il simbolo del Kraken non è scelto per terrore, ma per significato: come il mostro degli abissi afferra la preda senza che essa possa prevedere da dove venga, così i Cavalieri del Kraken agiscono con precisione e determinazione là dove altri ordini non hanno né mandato né capacità di operare.
CAPPA DORATA
PRECETTI (conosciuti solo all’interno dell’Ordine)
I. La lealtà alla Corona precede qualsiasi altro vincolo — familiare, religioso o personale. Un membro dell’Ordine che antepone la propria casata o i propri interessi all’Imperatore decade automaticamente dal titolo, senza necessità di giudizio formale.
II. Il mare è un campo di battaglia come un altro, e va conosciuto come tale. Ogni membro deve essere in grado di combattere a bordo quanto a terra, e deve mantenere se stesso, il proprio equipaggiamento e la propria imbarcazione in piena efficienza operativa. La negligenza verso i propri strumenti è disonore quanto la vigliaccheria.
III. La forza è lo strumento dell’Ordine, non il suo fine. Il nemico sconfitto in combattimento leale merita rispetto. I prigionieri di guerra sono trattati secondo il Codice Cavalleresco e consegnati all’autorità imperiale competente nei termini stabiliti. Uccidere un nemico disarmato o già reso è atto indegno di un Cavaliere del Kraken.
IV. La competizione interna è incoraggiata, non temuta. Le dispute tra membri per questioni di rango, riconoscimenti o comando si risolvono secondo il Codice Cavalleresco: prima attraverso la mediazione del Gran Tentacolo, poi — su richiesta delle parti — attraverso la sfida tra campioni. La rivalità tempra; l’astio divide.
V. Ogni membro ha l’obbligo di segnalare al Gran Tentacolo qualsiasi contatto con potenze straniere, organizzazioni non registrate o soggetti ostili agli interessi della Corona. L’omissione deliberata è trattata come tradimento.
VI. L’Ordine non impone alcun culto. Ogni membro è libero di professare la propria fede, purché essa non lo ponga in conflitto con i precetti qui elencati e non interferisca con l’operatività di campo o di bordo.
GRADI E RUOLI NELL’ORDINE
Ruoli dei nobili dell’Ordine:
— Gran Tentacolo Dorato (Cappa Dorata): titolo supremo dell’Ordine, conferito dall’Imperatore con sigillo personale. Risponde direttamente al Primo Cavaliere e, attraverso di lui, alla Corona. Ha piena autorità sulle decisioni operative, diplomatiche e disciplinari dell’Ordine.
— Tentacoli d’Argento (Signori della Guerra): comandano le flottiglie dell’Ordine nelle grandi operazioni navali e nelle campagne di lungo corso. Sono i referenti militari del Gran Tentacolo sul campo.
— Capitani dell’Abisso (Capitani): conducono le singole missioni di pattugliamento, scorta e operazioni offensive. Sono responsabili dell’imbarcazione loro assegnata e di ogni membro nobile che la compone.
— Braccia del Kraken (Luogotenenti): affiancano i Capitani dell’Abisso nella gestione delle operazioni e assumono il comando in caso di necessità. Sono il tramite tra i gradi superiori e i Cavalieri di base.
— Cavalieri del Profondo (rango base): prestano giuramento sul Codice del Sole e sul Codice Cavalleresco alla presenza del Gran Tentacolo o di un suo delegato. Sono tenuti a rispondere alla convocazione dell’Ordine ogni volta che essa venga emessa.
Ruoli di campo:
— Comandante delle Acque: il nobile di rango più elevato presente sul campo o a bordo durante le operazioni. Ha autorità assoluta nell’azione e risponde del proprio operato al Gran Tentacolo al termine di ogni missione.
— Custode delle Stive: gestisce le risorse operative di campo e di bordo — rifornimenti, armamenti, fondi destinati alle missioni. Registra ogni entrata e uscita e risponde di essa al Comandante delle Acque.
— Mago dei Flutti: coordina i sapienti dell’Ordine, mettendo le loro competenze al servizio delle necessità operative — navigazione, esplorazione, intercettazione, comunicazione a distanza. Non ha autorità di combattimento diretta, ma il suo contributo è considerato strategicamente fondamentale.
— Voce degli Abissi: coordina i fedeli delle diverse divinità presenti nel campo, garantendo che i riti non si sovrappongano né interferiscano con le operazioni. Non è una carica fissa: viene nominata quando la composizione religiosa del gruppo lo rende necessario.
— Occhio di Prua: capo degli esploratori e degli uomini di guardia. È responsabile del riconoscimento preventivo del teatro operativo — sia in mare che a terra — e riferisce direttamente al Comandante delle Acque.
SEDE PRINCIPALE ED OPERATIVITÀ
L’Ordine ha sede operativa in uno dei più grandi porti del Granducato del Tacco, a Hydruntum, dove dispone di un molo riservato e di una sala riunioni presso la Corte locale. Una parte dell’Ordine opera in modo mobile, spostandosi di porto in porto lungo le coste del Mare di Mezzo, a seconda delle esigenze imperiali.
Ogni Comandante delle Acque è tenuto ad avvisare il Gran Tentacolo della propria posizione quando si trovi fuori dal Granducato per un periodo superiore a trenta giorni.
RELIGIONE
L’Ordine non impone alcuna affiliazione religiosa specifica. Ogni casata porta con sé il proprio culto, e la convivenza tra fedi diverse è considerata un punto di forza. Per la natura della missione — che coniuga guerra, rischio costante e dominio del mare — i culti più diffusi tra i membri sono quelli di Talos, per la sua prossimità ai temi della battaglia e della competizione, e di Hav, per il legame con la giustizia e i mari. Non mancano tuttavia devoti di Tessa, Suna e di altre divinità dell’Impero.
L’unico vincolo è che nessun culto praticato all’interno dell’Ordine contrasti con i dettami della Corona o richieda atti incompatibili con il Codice Cavalleresco.
VESTIARIO E ARALDICA
Il simbolo dell’Ordine è un Kraken emergente dai flutti con i tentacoli che avvolgono una galea imperiale. Ogni membro porta con sé la pergamena di nobiltà e il documento di appartenenza all’Ordine, timbrato dal Gran Tentacolo o da un suo delegato.
Il vestiario prevede mantello azzurro abissale con bordatura nera e oro. I gradi superiori portano anche una spilla a forma di tentacolo stilizzato. Ogni membro deve rendere riconoscibile la propria appartenenza all’Ordine attraverso almeno un elemento visibile del vestiario durante le operazioni ufficiali.
NOTE STORICHE
L’Ordine nacque dalla necessità di presidiare le rotte commerciali e costiere del Granducato in un periodo in cui la pirateria e le incursioni straniere minacciavano i flussi mercantili imperiali. A quanto pare l’Imperatore, non potendo distogliere contingenti militari terrestri per missioni esclusivamente marittime, istituì un ordine cavalleresco dedicato, reclutando tra le casate nobiliari del Tacco quelle con maggiore tradizione marinaresca e vocazione al combattimento, e ponendo a capo, come cappa dorata, un suo fidato compagno d’arme, il Capitano Giacobbe Pizzomunno, detto Capitano Jobz.
Il nome fu scelto dallo stesso Capitano Jobz: il Kraken, creatura degli abissi che nessuna imbarcazione può avvistare in tempo, che nessuna rotta può prevedere, che afferra con la stessa forza silenziosa con cui l’Ordine intende operare sui mari di Elavistol. Non un mostro da temere, ma un principio da incarnare: invisibili fino al momento dell’azione, inesorabili nell’esecuzione, e sempre nel nome dell’Imperatore.